Come potrebbe essere il prossimo autoritratto di Rembrandt, quello che l’artista non ha mai dipinto? The Next Rembrandt è un ambizioso progetto nato dalla collaborazione fra la finanziaria ING Bank, la Microsoft, la Technische Universiteit Delft, e due importanti istituzioni museali olandesi, la Mauritshuis e la Rembrandthuis.
Sulla base di sistematiche rilevazioni sulla struttura figurale degli autoritratti di Rembrandt (distanza fra gli occhi, forma del naso e del mento, caratteristiche degli abiti, ecc.) grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale sono stati elaborati dei modelli proiettivi per ricostruire quale potrebbe essere stato l’autoritratto che il pittore non ha mai dipinto, The Next Rembrandt appunto, realizzandolo poi fisicamente con una stampante 3D che ha riprodotto – sempre in base ai rilevamenti sull’evoluzione delle sue tecniche pittoriche – il rilievo tridimensionale della pennellata sulla tela.
Un progetto ambizioso, forse discutibile dal punto di vista strettamente storico-artistico, o critico, che comunque obbliga a prendere atto delle grandi potenzialità del digitale, oltre che a ripensare completamente la categoria vero/falso nella creatività digitale.
Tuttavia, per alcuni aspetti, si tratta di un esperimento che potrebbe essere considerato come tecno-kitsch: innanzitutto per la sproporzione fra le complesse tecnologie impiegate e il risultato estetico (il quadro fa parte di una collezione privata e non è stato accolto da alcun museo pubblico, salvo apparire in qualche mostra occasionale come curiosità); ma soprattutto perché qui l’Intelligenza Artificiale ha “fatto la media” tra tutti gli autoritratti esistenti di Rembrandt, piallando, neutralizzando e omogeneizzando i tratti peculiari che legano i singoli autoritratti all’esperienza reale vissuta dal pittore e che ne determinano l’originalità e la peculiarità artistica.
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